V I G N E T O

STADI FENOLOGICI DELLA VITE 

Gli stadi fenologici della vite descrivono le fasi di sviluppo della pianta nel corso dell’anno vegetativo e rappresentano un riferimento fondamentale per la gestione agronomica e fitosanitaria del vigneto. Il sistema più utilizzato per la loro classificazione è la scala BBCH, che codifica in modo standardizzato ciascuna fase.


Il ciclo inizia con il pianto della vite (BBCH 01–03), fase in cui, a fine inverno, si osserva la fuoriuscita di linfa dai tagli di potatura, indicativa della ripresa dell’attività radicale.
Segue il germogliamento (BBCH 05–09), caratterizzato dal rigonfiamento delle gemme fino alla loro apertura, momento particolarmente sensibile alle gelate tardive.

La fase di sviluppo dei germogli (BBCH 11–19) comporta l’allungamento dei tralci e la comparsa delle prime foglie distese, accompagnata dalla formazione degli abbozzi fiorali. Successivamente si ha la fioritura (BBCH 60–69), durante la quale avviene la fecondazione; le condizioni climatiche in questo periodo influenzano direttamente l’allegagione.

L’allegagione (BBCH 71–75) segna la trasformazione dei fiori fecondati in piccoli acini. Segue l’accrescimento degli acini (BBCH 75–79), fase dominata da divisione e distensione cellulare. L’invaiatura (BBCH 81–85) rappresenta l’inizio della maturazione: gli acini cambiano colore, aumentano gli zuccheri e diminuisce l’acidità.

La maturazione (BBCH 85–89) porta al raggiungimento dell’equilibrio tecnologico e fenolico dell’uva, determinante per la vendemmia. Infine, con la senescenza e caduta delle foglie (BBCH 91–97), la pianta entra in riposo vegetativo, chiudendo il ciclo annuale. 
 
La conoscenza precisa di questi stadi consente interventi mirati (potatura, trattamenti fitosanitari, irrigazione e concimazione), ottimizzando la qualità e la resa della produzione vitivinicola. 

SOVRAINNESTI DELLA VITE

Il sovrainnesto della vite: principi generali e buone pratiche.


Il sovrainnesto della vite rappresenta una tecnica agronomica fondamentale per il rinnovo varietale e il miglioramento qualitativo del vigneto senza dover procedere all’estirpazione delle piante. In questo articolo analizziamo le fasi principali del processo, partendo dalla potatura secca fino alle tecniche operative di innesto, mantenendo un approccio teorico ma pratico.

Potatura Secca e raccolta tralci
La prima fase fondamentale è la potatura secca (o invernale), generalmente effettuata tra gennaio e febbraio, durante il periodo di riposo vegetativo della vite. Si esegue in questo periodo per varie motivazioni:

  • La pianta è in dormienza, quindi i tagli non provocano stress fisiologico significativo;
  • Riduciamo il rischio di perdite di linfa;
  • I tralci si trovano in ottime condizioni di lignificazione, e quindi ideali per essere usati come materiale di propagazione;

Durante questa fase si selezionano i tralci che si presentano in condizioni migliori, ovvero quelli privi di malattie e con una buona vigoria. Questi sermenti saranno il nostro materiale da cui poi andremo a ricavare le gemme.


Conservazione dei sermenti 
Dopo la potatura,  i sermenti devono essere conservati correttamente per mantenere la loro vitalità fino al momento dell’innesto. Le condizioni ideali per la conservazione sono:

  • Mantenerli a una temperatura che ruota tra i 2°C e i 4°C. Questa operazione viene effettuata in apposite celle frigorifere;
  • L’umidità è molto importante e deve essere circa 85-90%;
  • L’ambiente deve essere buio e ventilato

Vengono mantenute queste condizioni perché la bassa temperatura rallenta il metabolismo, mantenendo le gemme nel loro stato dormiente, l’elevata umidità evita la disidratazione dei tessuti e l’assenza di luce previene una ripresa vegetativa precoce

Idratazione dei sermenti
Prima dell’utilizzo, è fondamentale procedere con una corretta idratazione. Questa fase la effettuiamo immergendo i sermenti in acqua pulita per una durata di circa 24-48 ore sempre mantenendo l’acqua fresca.
Questa fase è importante perché permette di ripristinare il contenuto idrico dei tessuti e quindi di migliorare la ripresa vegetativa. Di conseguenza ci permette di favorire l'attecchimento dopo l’innesto.

Periodo del sovrainnesto
Il sovrainnesto della vite si esegue generalmente in primavera/estate tra aprile, maggio e giugno, a seconda della zona di coltivazione.
Questo periodo è particolarmente indicato perché coincide con la ripresa dell’attività vegetativa della pianta, quando la linfa comincia a muoversi e la corteccia si stacca più facilmente, condizioni ideali per garantire il buon attecchimento della gemma innestata. Anche le condizioni ambientali contribuiscono al successo dell’operazione: in primavera le temperature sono miti, le gelate tardive generalmente assenti e l’umidità dell’aria è favorevole alla cicatrizzazione dei tessuti, favorendo così una maggiore percentuale di attecchimento e una crescita vigorosa della nuova varietà.

Preparazione delle gemme
Le gemme generalmente vengono tagliate il giorno precedente al sovrainnesto, ma può essere effettuato anche poco prima. Questa funzione solitamente viene svolta dall innestatore che esegue il taglio adottando alcune buone pratiche :

  • Utilizza strumenti sempre ben affilati ma soprattutto disinfettati per evitare la trasmissione di malattie.
  • Appena effettuato il taglio la gemme viene subito messa nell’acqua fresca e pulita, dove starà fino al momento dell’innesto. 
  • Evita di esporre al sole o al vento

A questo punto può sorgere una domanda del perché sia così fondamentale la conservazione in acqua, il motivo è molto pratico: previene la disidratazione dei tessuti, mantiene la vitalità cellulare e di conseguenza garantisce buone percentuali di attecchimento.

Attrezzi per il sovrainnesto
Una buona riuscita dell’innesto dipende anche dagli strumenti utilizzati. I principali attrezzi sono:

  • Coltello da innesto: lama molto affilata e sottile per eseguire tagli netti e precisi senza danneggiare i tessuti. Spesso ha una spatolina per sollevare la corteccia negli innesti a T. Va mantenuto sempre pulito e disinfettato.
  • Nastro da legatura: elastico e resistente, serve a mantenere il contatto tra i tessuti e a proteggere dalla disidratazione. I materiali biodegradabili sono preferibili perché si degradano nel tempo.
  • Forbici da potatura: utilizzate per preparare i tralci e rifinire i tagli. Devono essere affilate e pulite per evitare schiacciamenti e infezioni.
  • Contenitore in sughero o isolante: mantiene le gemme fresche e protette da caldo e luce. Spesso si usa con un panno umido per preservarne l’idratazione fino all’innesto.


Tipologie di taglio: T-bud e C-bud
Le tecniche più comuni nel sovrainnesto della vite sono:
Innesto a T (T-bud): consiste in un taglio a forma di T sulla corteccia (a 30 cm da terreno) e nell’inserimento della gemma sotto i lembi. Questa tecnica è ideale se la corteccia distacca facilmente.
Innesto a chip (C-bud): prevede l’asportazione di una piccola porzione di legno e l’inserimento molto preciso della gemma. Questo metodo è più rischioso siccome non sono presenti i lembi di corteccia, ed è quindi più esposto a disidratazione.

Tecnica di legatura
La tecnica di legatura rappresenta una fase fondamentale dopo l’inserimento della gemma. È importante stringere in modo deciso ma senza danneggiare i tessuti, coprendo completamente il punto d’innesto e lasciando libera la gemma. Per questa operazione si utilizzano generalmente nastri elastici biodegradabili, che permettono una buona adesione e si adattano alla crescita della pianta. Una legatura eseguita correttamente garantisce stabilità meccanica, protegge i tessuti dalla disidratazione e favorisce un contatto ottimale tra i cambi, aumentando così le probabilità di attecchimento dell’innesto.

Conclusione
Il sovrainnesto della vite è una pratica che richiede attenzione, precisione e rispetto dei tempi biologici della pianta. Dalla scelta dei tralci alla tecnica di innesto, ogni fase contribuisce al successo finale. Una corretta gestione del materiale vegetale e delle condizioni ambientali rappresenta la base per ottenere risultati ottimali e duraturi nel vigneto.

La nostra esperienza personale

Per quanto riguarda l’esperienza sul campo, Giacomo e Andrea hanno maturato competenze significative lavorando direttamente in vigneto, spostandosi in diverse zone d’Italia, Svizzera e in Bosnia-Erzegovina confrontandosi con realtà viticole differenti. Questa mobilità ha permesso loro di osservare e applicare tecniche di sovrainnesto in vari contesti, adattandosi alle specificità dei diversi territori. 
Più recentemente, nel mese di febbraio, tutti e tre abbiamo partecipato ad un corso in Sardegna dedicato al taglio delle gemme e alle tecniche di innesto. Questa esperienza formativa ci ha consentito di acquisire una buona manualità e maggiore precisione nelle operazioni, consolidando le competenze pratiche fondamentali per il lavoro in vigneto.